La quinta edizione si celebra il 9 febbraio mentre il fenomeno continua a dilagare tra i giovani. È sempre più importante che non solo i genitori, ma anche i docenti conoscano tutti i pericoli che si nascondono nel web. Una riflessione dei coautori del libro “Cittadini digitali” sulla necessità di una maturità digitale attraverso programmi di educazione civica, di educazione all’affettività e alle emozioni
Il 9 febbraio ricorre la quinta giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo. La prima edizione si è svolta nel 2017, in coincidenza con la Giornata Europea della Sicurezza in Rete indetta dalla Commissione Europea (Safer Internet Day). Bullismo e cyberbullismo sono due parole che insieme ad altre parole come intolleranza, discriminazione e odio, gli studenti delle scuole primarie e secondarie conoscono molto bene ma che, sempre di più, sembrano parole svuotate di senso e ridotte a puro tecnicismo.
Infatti, a ben vedere, questa conoscenza sembrerebbe non bastare a ridurre i numeri di un fenomeno che continua a dilagare tra i giovani. Per questo occorre tornare a lavorare sulla relazione. Il bullo e il cyberbullo scaricano le proprie frustrazioni sull’altro: privi di empatia, intolleranti alle regole e agendo in modo impulsivo, non mostrano sensi di colpa rispetto al male arrecato. Ed è proprio questo sgretolarsi della capacità di riconoscere e rispettare l’altrui soggettività a destare una grande preoccupazione tra gli studiosi di tale fenomeno.
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