Sei italiani su dieci evitano i mezzi, sette non ricevono più in casa. Ansia, depressione, stress: i dati sui «traumi sociali» da pandemia. E i danni psicologici sui giovani sono il doppio della media generale
Nell’anno del Covid 35 milioni di italiani hanno avuto problemi a utilizzare servizi e prestazioni sanitarie per patologie non-Covid. In particolare le cancellazioni e le rinunce hanno coinvolto circa 10 milioni di persone: 6,8 milioni hanno cancellato una visita specialistica; 2,7 milioni hanno cancellato una visita dal medico di base, un milione ha rinunciato alla radiologia, un altro milione a un intervento in day hospital, 600mila a interventi chirurgici, altri 600mila a una visita al pronto soccorso, 500mila a una visita pediatrica al proprio figlio, 400mila a servizi di oncologia. Tutti loro hanno rinunciato per paura di venire contagiati in ambienti sanitari e ospedalieri. Solo il 13,8 per cento, ancora oggi, dichiara che non ha nessun timore a frequentare strutture di tipo sanitario, mentre il resto della popolazione, cioè l’86,2 per cento, ha invece timore di frequentare i luoghi sanitari.
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