La presidente di Fondazione Ant: «il macabro bollettino quotidiano non dovrebbe sottrarre l’attenzione da altre condizioni di malattia egualmente gravi, drammatiche e mortali.
Il supporto alla sofferenza dei pazienti con tumore, per esempio, e delle loro famiglie deve rimanere un obiettivo culturale e operativo. I quattrocentocinquanta morti ogni giorno in Italia per tumore segnalano la rilevanza del problema»
C’è un aspetto della pandemia di Covid-19 che a mio parere dovrebbe essere corretto. Si tratta della dimensione della percezione sociale della pandemia. Certamente siamo stati colpiti da un evento nuovo e drammatico, che si porta dietro un carico di decessi veramente straordinario. Però non è sul numero di morti da COVID-19 che si deve focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica quando i discorsi sono modulati sulla necessità di rispettare regole di comportamento che dovrebbero limitare il contagio. I decessi vengono infatti usati come deterrente per evitare il mancato rispetto di regole sanitarie e il continuo parlare di morte da COVID-19 corre il rischio di dimenticare altri e ben noti problemi di salute pubblica, e tra questi i tumori.
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